Il Gorgo Toscana IGT 2024 è un vino rosso territoriale delle Colline Metallifere prodotto da antiche uve locali pressoché estinte, nato dalla collaborazione tra Azienda Agricola Mazzantini e il Progetto Enoici Furori.

Il Gorgo Toscana IGT, vino rosso autoctono
Il Gorgo Toscana IGT è un vino rosso autoctono nato dalla collaborazione tra Marco Peruzzi della Azienda Agricola Mazzantini, situata tra Gavorrano e Roccastrada, e il Progetto Enoici Furori. Le due realtà si sono incontrate alla fine del 2023, condividendo gli stessi principi e la stessa missione di proteggere le tradizioni e la fisionomia del territorio, conservare la biodiversità, riscoprire vecchie varietà a rischio estinzione e promuovere piccole produzioni qualitative ottenute con pratiche artigianali sostenibili.
Il Gorgottesco, protagonista di Il Gorgo Toscana IGT

Il Gorgottesco
Il Gorgo Toscana IGT è legato ad un antico vitigno locale, un tempo diffuso tra la maremma senese e quella grossetana. Il vitigno è il Gorgottesco, le cui tracce paiono risalire almeno al Medioevo. Un progetto volto a recuperare le antiche varietà degli orti urbani di Siena, lo ha visto protagonista insieme ad altre varietà reliquia.
Origini del nome
Il nome “Gorgottesco” deriva probabilmente dal termine toscano “Gorgo”, che indica una pozza d’acqua o un avvallamento del terreno. Molti toponimi maremmani riportano questa radice, e il vitigno si sarebbe diffuso presso la terra dei “gorghi”, paludosa. Il suffisso popolare “-otto”, unito al medievale “-esco”, ha generato “Gorgottesco”. L’assonanza con “gorgogliare”, il suono vivo della fermentazione ha probabilmente rafforzato l’adozione del nome da parte dei contadini locali.
Caratteristiche del Gorgottesco
Il Gorgottesco, varietà produttiva e resistente a ciclo vegetativo lungo che si vendemmia in ottobre, era molto diffuso in Maremma. Era molto presente nell’area compresa tra Asciano, le propaggini settentrionali delle Colline Metallifere e il mare. Ci sono ancora esemplari sparsi nelle vigne maremmane più vecchie. Tra le cause della dismissione novecentesca si possono annoverare la fillossera, gli espianti legati alla riconversione cerealicola bellica, l’arrivo delle varietà straniere e un clima diverso da quello attuale, che ne ostacolava la maturazione.
Il Gorgo Toscana IGT proviene dalle Colline Metallifere

Le Colline Metallifere grossetane
Le Colline Metallifere grossetane costituiscono uno dei contesti pedoclimatici più peculiari della Toscana meridionale. L’area compresa tra Gavorrano, Roccastrada e il bacino dell’Accesa è caratterizzata da un mosaico di suoli di origine metamorfica e vulcanica. In particolare, questi suoli sono arricchiti da mineralizzazioni ferrose e cuprifere che testimoniano l’antica attività idrotermale. Il Lago dell’Accesa poi contribuisce al microclima locale.
Caratteristiche pedologiche
I terreni della zona presentano uno scheletro abbondante, composto da frammenti di scisto, calcare siliceo e residui metalliferi; questi elementi conferiscono capacità drenanti, limitata vigoria vegetativa e una naturale tendenza alla concentrazione aromatica del frutto. Accanto alle componenti minerali più dure, affiorano lenti di argilla che trattengono l’umidità nelle fasi critiche estive, stabilizzando il ciclo della vite.
Altri fattori climatici incisivi
Dal punto di vista climatico, le colline tra 180 e 350 m s.l.m. sono protette dallo scudo collinare interno, che da un lato mitiga l’influsso diretto delle correnti marine, dall’altro beneficia della brezza tirrenica, essenziale per la sanità dei grappoli. Le estati sono calde e ventilate, con decise escursioni termiche tra giorno e notte, soprattutto nelle aree più interne; questo favorisce lo sviluppo di profili aromatici complessi e un’acidità naturale più elevata rispetto alla fascia costiera bassa. Le precipitazioni, concentrate tra autunno e inizio primavera, rendono strategica la presenza di argille e marne; queste infatti trattengono acqua di riserva utile durante la lunga stagione di maturazione.
Il Gorgo Toscana IGT è prodotto con tecniche di coltivazione tradizionali
I filari più vecchi dell’area – di cui alcuni secolari – sono allevati con il tradizionale doppio capovolto toscano; questa storica forma di allevamento permette di distribuire la vigoria su due archi inclinati verso il basso. Il doppio capovolto garantisce equilibrio vegeto-produttivo, ombreggiamento naturale dei grappoli e favorisce l’aerazione. Inoltre, le vecchie viti hanno radici profonde che intercettano porosità minerali e micro-venature umide, trasmettendo al frutto caratteri varietali nitidi e una trama tannica serrata.
La firma del territorio
Nel complesso, il pedoclima delle Colline Metallifere crea un ambiente ideale per la viticoltura di carattere; il fattore territoriale plasma i vini infondendo mineralità, profili aromatici rustici e generosi, struttura e proiezione evolutiva. Si tratta di una firma territoriale difficile da replicare altrove. Inoltre, tra queste colline, sopravvivono ancora vitigni autoctoni o antichi biotipi regionali, come il Gorgottesco grossetano.
Il Gorgo Toscana IGT: cosa abbinarci?

Il Gorgo è un vino territoriale che si presta ad abbinamenti tipici della tradizione e dell’area di elezione. L’equilibrio tra calore, acidità e tannini lo rende libero nelle possibili combinazioni. Le caratteristiche aromatico-gustative, come la speziatura e i richiami alle botaniche, e la personalità rustica del sorso si prestano ad accompagnare sapori estremi, come quelli delle frattaglie o della cacciagione. Si addice in particolare ad accompagnare crostini di milza e fegatini, arrosti, ricette alla cacciatora o in umido.
Il Gorgo Toscana IGT: l’etichetta

L’etichetta di Il Gorgo rappresenta un individuo misterioso che si affaccia dal passato, come una miniatura amanuense o una icona ortodossa. La nostra missione di recuperare, valorizzare e promuovere antiche varietà locali sconosciute richiede di dare un volto e identificare i protagonisti del nostro racconto.
Il canto delle viti
Questa missione confluisce nella linea che abbiamo chiamato “Canto delle viti“. Questa linea è dedicata al recupero delle antiche varietà locali, perché il canto rappresenta sia il racconto, sia la celebrazione, intesa come decantare.
I colori di Il Gorgo
La creatura effigiata in etichetta rappresenta il Gorgottesco. Il Gorgo ha il volto blu perché il grappolo ha gli acini scuri. Lo sfondo riprende i tipici colori delle Colline Metallifere, contraddistinte da rocce sulfuree, minerali ferrosi e cupriferi ossidati e marne argillose. Noi immaginiamo il Gorgottesco così: antico, rustico, composto e dignitoso.
Il Gorgo Toscana IGT in degustazione

In degustazione, Il Gorgo si presenta come un vino diverso dal classico gusto toscano improntato sul Sangiovese, del quale pare non essere parente. I caratteri principali di Il Gorgo sono l’acidità, il caratteristico goût de campagne e l’impronta terrosa delle Colline Metallifere ricche di rocce, argille e minerali. Alcuni aromi richiamano curiosamente quelli di un altro vino territoriale, ma del nord Italia: il Terrano.
Il Gorgo nel bicchiere
Il colore rubino lucente pre-informa dell’acidità. Il naso e il palato si richiamano: sottofondo di frutta nera, lunghe note di pane nero e forno spento, echi di sottobosco, chiusura speziata con accenti minerali. Il sorso è complesso perché unisce tratti rustici e nodosi a tratti eleganti, come la rotondità e la morbidezza. Il vino è considerato adatto all’affinamento e alla proiezione evolutiva.